(((¯`'·emozioni·'´¯)))

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i momenti più intensi della vita,quelli che danno sapore e senso ai nostri giorni...ascolta il mio cuore senti la mia anima..siediti qui accanto a me...emozionati,seguendomi nel mio immenso volo!

23/02/15

Quando la poesia fa sognare a occhi aperti


sogni e fantasie diurne

Ci sono momenti nei quali la nostra mente vola sopra valli e montagne di un altro mondo e noi restiamo lì, con lo sguardo incantato, magari davanti al fuoco di un caminetto, a un televisore acceso, al muro bianco, fissando senza vedere, con un espressione quasi stolida. Il nostro corpo è spento mentre fluttuiamo in quell'universo parallelo che, chissà, forse ritroviamo quando la sera tiriamo su il nostro ponte levatoio sul mondo e cominciamo ad aggirarci nelle segrete stanze del nostro castello al di là delle palpebre chiuse. 


Ecco alcuni spunti per sognare a occhi aperti con le poesie. Ovviamente questi versi sono solo alcuni tra quelli che mi sono venuti alla mente .

Baudelaire e la sua Elevazione, un inno assoluto per le menti libere e scatenate in voli infiniti.



Via da questi miasmi putridi, 
va' a purificarti nell'aria superiore,
e bevi come un puro e divin liquore
il fuoco chiaro che riempie i limpidi spazi.
Alle spalle le noie e i molti dispiaceri
che gravano col loro peso sulla grigia esistenza
felice chi può con un colpo d'ala vigoroso
slanciarsi verso campi luminosi e sereni;
colui i cui pensieri, come allodole,
verso i cieli al mattino spiccano un volo
 che plana sulla vita. e comprende senza sforzo

il linguaggio dei fiori e delle cose mute.



Comprendere senza sforzo il linguaggio dei fiori e delle cose mute: è questa la pietra filosofale per fare della propria mente e della propria anima prati immensi per capriole ossigenanti e per innalzarsi da questi miasmi putridi fatti di indifferenza, ignoranza, gretto profitto, possesso arido.E chi aveva capito bene quel linguaggio  e soprattutto era un indefesso sognatore ad occhi aperti era 

Camillo Sbarbaro  ecco un frammento di una sua poesia che è una toccante descrizione di quei momenti che evocavo all'inizio:


Sempre assorto in me stesso e nel mio mondo
come in sonno tra gli uomini mi muovo.
Di chi m'urta col braccio non m'accorgo,
e se ogni cosa guardo acutamente
quasi sempre non vedo ciò che guardo.
Stizza mi prende contro chi mi toglie
a me stesso. Ogni voce m'importuna.
Amo solo la voce delle cose.
M'irrita tutto ciò che è necessario
e consueto, tutto ciò che è vita,
com'irrita il fuscello la lumaca
e com'essa in me stesso mi ritiro.



E a proposito di passione muta, di sentirsi fuori da un mondo che disprezziamo e ci disprezza in quanto sognatori, ricordo dei versi di Hesse che rientrano perfettamente in questo contesto onirico:



Sono una stella del firmamento

che osserva il mondo, disprezza il mondo

e si consuma nella propria luce.


Sono il mare che di notte si infuria,

il mare che si lamenta, che accumula nuovi peccati

e agli antichi rende mercede
Sono bandito dal vostro mondo

cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,

sono il re senza terra.

Sono la passione muta

in casa senza camino, in guerra senza spada

e ammalato sono della mia stessa forza.


Questa poesia la leggo spesso dal vivo perché è una sorta di manifesto di tutti coloro che hanno deciso di vivere un sogno cercando di realizzarlo, che è una delle peggiori colpe in questa società dove fin da bambini ci viene insegnato che le cose che possiamo fare nella vita sono divise in due categorie: utili e inutili. E sognare, vivere d'arte e cultura fa parte delle seconde...Ci viene in soccorso Gibran, che preferiva essere un sognatore fra i più umili, immaginando quel che avverrà, piuttosto che essere signore fra coloro che non hanno sogni e desideri.

Chiudiamo questo brevissimo viaggio con versi celeberrimi di Eugenio Montale, che ho scelto perché descrivono in poche parole la vertigine che ci prende in quei momenti di viaggi segreti a occhi aperti.


Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.
Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.


Essere spesso altrove e soli anche in mezzo alla folla, compiere voli intergalattici stando in piedi nell'autobus strapieno o accarezzando il gatto seduti sul divano: queste forze e questi tesori non ci potranno mai essere tolti...

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