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31/01/12

Il ruolo delle emozioni nell'apprendimento






Non è solo con l’intelligenza e la razionalità che si ha successo nell’apprendimento, ma un ruolo altrettanto importante è svolto dalle emozioni.


L’esito di un compito dipende innanzitutto da quale risultato ci aspettiamo di raggiungere. 


Se in passato siamo stati bravi nel fare qualcosa di difficile, oggi affrontiamo un incarico simile con maggiore tranquillità ed ottimismo, perché ci aspettiamo di riuscirvi nuovamente. Il sentirsi bravi nel fare qualcosa e l’aspettarsi di farlo bene è sicuramente un buon punto di partenza per avere successo.Una seconda cosa importante per avere successo è l’attribuire a sé stessi il merito del risultato. Se siamo convinti che i buoni risultati del passato siano dovuti a nostre qualità, quali l’intelligenza, la prontezza, la memoria, e non a cause indipendenti dalla nostra volontà, quali un colpo di fortuna, non solo affronteremo con maggiore sicurezza una situazione, ma otterremo dei buoni risultati. 


Ad esempio, uno studente universitario che è convinto che per superare l’esame ha bisogno di studiare molto, ma si considera una persona intelligente dotata di buona memoria, avrà maggiori possibilità di riuscire di un suo compagno che non possiede un valido metodo di studio e si affida all’indulgenza del professore.Chi crede che la probabilità di successo sia legata alla fortuna o ad altre cause che non dipendono da lui tendenzialmente sarà scoraggiato quando affronta un nuovo compito, oppure proverà una forte ansia nel farlo per via dei sentimenti di impotenza. 


Il sentirsi impotenti contribuisce ad alimentare pensieri illogici che giustificano comportamenti inadatti, i quali portano a risultati inadeguati dando origine ad una sorta di circolo vizioso.Un altro fattore, non di secondaria importanza, è dato dall’umore con cui si impara qualcosa.

In generale, è stato evidenziato come persone che sono allegre sono maggiormente facilitati ad apprendere rispetto a quelle con umore triste. In secondo luogo, è più facile imparare quando il materiale ed il soggetto hanno un umore congruente. 
Ad esempio, una persona che in un dato momento è allegra registrerà con facilità una storia lieta, mentre troverà più difficile impararne una triste. 
Al contrario, chi è un po’ giù di corda avrà più successo con un racconto strappalacrime.

Un discorso simile vale per il ricordo dell’informazione appresa precedentemente: è più facile ricordarsi qualcosa se si ha lo stesso tono dell’umore del momento dell’apprendimento. 
Quindi, se si è imparato un dato quando si era contenti, ora esso sarà rievocato con maggiore successo se si è felici, mentre la difficoltà è maggiore se si è tristi, e viceversa. Infine, da non sottovalutare l’importanza del contesto al momento del recupero dell’informazione. 
Lo sanno bene gli avvocati, che per agevolare i testimoni di un evento criminoso a ricordare i fatti, li aiutano a ricostruire mentalmente o concretamente i luoghi in cui è avvenuto l’episodio.

A tutti noi sarà capitato di sforzarci di ricordare un pensiero, e di aiutarci tornando nella stanza in cui ci era venuta l’idea o di sederci sulla poltrona dove ci eravamo soffermati a meditare. 
Come si può vedere, esistono tanti piccoli trucchetti per imparare più facilmente, o a ricordare con meno sforzi, in cui le emozioni hanno un ruolo fondamentale.


ascoltopsicologico.it

foto:lefotosonoemozioni.com

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